mercoledì 29 aprile 2009

Fotografare i bijoux: uno sfondo di vetro colorato

Foto di Ingo Jewelry

Guardate questa foto, non ha un effetto fantastico? Ottenere uno sfondo simile è facilissimo seguendo questo tutorial che ho trovato sul blog Ingo Jewelry.
Vi servono un pezzo di vetro (ad esempio da una vecchia cornice, o quelli delle cornici a giorno molto conomiche); della vernice acrilica (meglio spray) color argento o nero, o nel colore che preferite; un pennello di gommapiuma, come quelli che si usano per gli sfondi del decoupage. Non dovete far altro che dare due mani di colore al vetro dopo averlo lavato ed asciugato accuratamente. Il vostro sfondo è pronto per essere piazzato col lato dipinto verso il basso nella vostra light box, o dovunque vorrete fotografare.

{Trovate altri post sulle tecniche per fotografare i bijoux qui.}

lunedì 27 aprile 2009

Tutorial per principianti: come ottenere un'asola perfetta


Asole da 4 mm.

Anche se non mi piace chiamarla asola, non so come potrei chiamarla: anellino? Ve lo dico in inglese che, come al solito pragmaticamente, ha una parola precisa per tutto: perfect loop.
Una delle prime difficoltà che si incontrano quando si comincia a creare bijoux è quella di realizzare asole tutte uguali, e per far ciò bisogna tagliare il filo sempre della giusta misura, cioè circa 8 mm. Con un po' di pratica si riesce a fare ad occhio, ma eccovi un piccolo trucco per semplificarvi il lavoro almeno le prime volte.

Ecco qua tutto l'occorrente: il filo metallico, le pinze a punte coniche e a punte piatte, la perlina che dovrete inserire e un'altra della misura della vostra asola (in questo caso 8 mm. ma potrete usarne di più piccole o più grandi a seconda del risultato che vorrete ottenere). Inserite la perlina da 8 mm. sull'estremità del filo e tenete la misura.

Sfilatela e piegate il filo, con la pinza o con le dita, fino a formare un angolo retto. Afferrate la punta del filo con la pinza a punte coniche e ruotatelo fino a formare un perfetto anellino.




Adesso infilate la perlina che avete scelto e accanto la solita perlina da 8 mm. che usiamo come misura.

Tagliate il filo proprio sulla perlina e piegate ad angolo retto. Come prima, afferrate l'estremità del filo con la pinza a punte coniche e ruotate sino ad ottenere il secondo anellino. Perfetto!
Un altro trucco per ottenere delle asole di misure regolari è segnare con un pennarello indelebile i becchi delle pinze nei punti che preferiamo (una misura piccola, una media e una grande ad esempio), e usare quella che di volta in volta ci serve posizionando il filo sul segno corrispondente.

venerdì 24 aprile 2009

Enciclopedia delle tecniche di gioielleria

Il sottotitolo dice:
"La guida indispensabile per scegliere e usare materiali, pietre e incastonature"
E dice davvero tutto! Si tratta di una guida ai materiali e alle tecniche utilizzate nella creazione di gioielli: esamina metalli, pietre, tecniche di lavorazione e finitura in modo approfondito ma chiaro grazie ad una struttura agile e ben fatta.
I metalli presi in esame vanno da quelli vili (rame, ottone, alluminio e acciaio) a quelli preziosi (argento e oro), con tantissimi esempi di tecniche di lavorazione, decorazione e finitura, da quelle più semplici come la martellatura alle incisioni, alle patine ottenute con vari prodotti chimici.
Un'ampia sezione è dedicata ai materiali naturali: legno, osso, cuoio, conchiglia e un'altra alle materie plastiche (resine, acrilici, nylon) e alla gomma. Infine sono trattati materiali insoliti coi quali si possono realizzare gioielli come il cemento, la porcellana, il vetro, la carta e i tessuti. L'ultimo capitolo è dedicato alle pietre, suddivise per colore, e alle incastonature.
Il libro è pieno di informazioni tecniche (in effetti una vera e propria enciclopedia!) espresse però in maniera chiara e leggibile grazie anche alle oltre 400 fotografie, e può certamente essere utile anche a chi non si cimenterà mai nel loro utilizzo perché soddisfa molte curiosità ed offre un panorama veramente ampio sulla realizzazione di gioielli, molti esempi insoliti che arricchiranno il bagaglio di chi crea bijoux, anche soltanto per hobby.
Potrebbe venir voglia di utilizzare un materiale nuovo, o potremmo scoprire un modo diverso di utilizzare un materiale che già conosciamo...

mercoledì 22 aprile 2009

Earth Day: qui la Giornata della Terra si festeggia così!

Durante le due scorse settimane vi ho dato qualche suggerimento per utilizzare materiali riciclati nei vostri progetti creativi, è facile, molto più di quanto non si possa pensare, e molto gratificante! Ma oggi che è finalmente arrivata la ricorrenza voglio festeggiare con una carrellata di foto e idee di amiche che, come me, riciclano e ricreano, è il mio modo di dire grazie anche a loro perchè ogni piccolo gesto è importante, e tutti possiamo fare qualcosa, non dimentichiamolo!

Rosi Jo' crea meraviglie utilizzando molto materiali naturali come pezzi di legno raccolti sulla spiaggia, sassi o piume. Ha una sensibilità straordinaria che riesce a tirar fuori oggetti unici e poetici anche da umilissimi cartoni per le uova o confezioni di biscotti!


La casetta degli uccelli... Il quadro coi narcisi...

Le cornici...

Alessia, scrapper e crafter italiana al 100%, è una creativa eclettica! Lo scrapbooking, il cucito, l'uncinetto, il feltro... sul suo blog trovate tante idee e suggerimenti utili per alimentare la vostra creatività.

Una delle sue idee riciclose: una borsa con la plastica fusa...

MammaFelice è ormai un'istituzione, se non la conoscete andate subito a trovarla e mettete il suo sito tra i preferiti, non vi deluderà mai! i suoi articoli sono sempre interessanti, e gli argomenti fra i più vari: cucina, economia, creatività, pedagogia... sempre con un occhio verso il risparmio, il riciclo, il DIY.

La spilla di carta e bottoni...

Sono solo alcuni esempi, se avessi avuto più tempo in questi giorni ne avrei potuto trovare mille altri, perchè la creatività fa la differenza, non ha molta importanza cosa usiamo per realizzare le nostre fantasie, e lì fuori troverete tutto un mondo che vi aspetta se solo provate a cambiare prospettiva, e a guardare con occhi nuovi gli oggetti che vi circondano! Buon Earth Day a tutte!

domenica 19 aprile 2009

Eco-craft 3: lana riciclata

lana riciclata
Se siete appassionate di maglia o uncinetto sapete bene come me quanto siano costosi la lana e il cotone. Leggevo che negli ultimi anni i prezzi della lana sono aumentati in modo notevole, e questo rende sempre più dispendioso dedicarsi a questa rilassante attività. In più se ci guardiamo in giro chissà quanti maglioni quasi nuovi abbiamo che non mettiamo più, che sono troppo grandi o troppo piccoli... e quanti ne possiamo trovare nei mercatini dell'usato? Ecco la soluzione verde: disfarli e ricavarne così tanta lana da riutilizzare per rimpinguare il nostro cestino (altrimenti detto stash, sono diventata Ravelry-addicted anch'io!) a costo minimo e riutilizzando qualcosa che avremmo altrimenti buttato via.

{COSA}
La lana o il cotone che possiamo riciclare da altri maglioni o indumenti fatti a maglia deve innanzi tutto essere in buone condizioni: cercheremo preferibilmente dei maglioni ampi (perfetti quelli da uomo taglie grandi) e di fibre di buona qualità, perciò occhio all'etichetta, cerchiamo la lana 100% o dei misti con lana in grande quantità e altre fibre pregiate. Non vale proprio la pena di disfare un maglione per ricavarne dell'acrilico!
La lana ottenuta è perfetta per qualunque lavoro vogliate fare, per essere lavorata all'uncinetto o ai ferri secondo le vostre preferenze.

{COME}
Dopo avere scelto il maglione da disfare controllando molto bene l'etichetta e i punti critici (collo, polsini, giromanica: non devono esserci punti infeltriti altrimenti il maglione non si disferà) ispezioniamo accuratamente le cuciture. Scartate i maglioni che hanno la cucitura fatta a macchina, e cercate quelli che invece hanno i margini ben finiti e le cuciture fatte a mano o all'uncinetto. Non serve lavare il maglione subito se non è proprio in pessime condizioni, la lana verrà lavata una volta scucito. Prendete nota della fibra e delle istruzioni di lavaggio dall'etichetta prima di toglierla.
Cominciate a scucire le cuciture e ricavate i vari pezzi. Poi iniziate a disfare la maglia: potrete cominciare ad avvolgere la lana in un gomitolo o raccoglierla direttamente sullo schienale di una sedia (io faccio così e mi risparmio un passaggio!).
Una volta ottenuto un bel quantitativo legate la vostra matassa in quattro punti con dello spago o del filo di lana di colore diverso e siete pronte per il lavaggio che deve avvenire in acqua appena tiepida con un detersivo delicato o sapone di marsiglia senza strofinare e torcere, ma immergendo delicatamente la matassa in una bacinella e lasciandovela anche per qualche ora. Sciacquatela bene e avvolgetela in un asciugamano per strizzarla, poi appendetela magari con un peso in fondo ad asciugare. Questo passaggio serve a togliere alla lana tutti i segni della lavorazione precedente, tutti quei ricciolini che vedrete sulla matassa appena disfatta.
Adesso potrete avvolgere la lana in gomitoli e pesarla per quantificare il totale, e godere del risparmio ottenuto!
Vi segnalo comunque dei tutorial molto ben fatti e completi:

~ Recycled Yarn
~ Dyetyarns
~ CraftStylish

E per avvolgere un gomitolo perfetto un altro tutorial da Laughing purple goldfish.

Le altre puntate della serie Eco-Craft:
~ lana infeltrita
~ tessuto riciclato
~ cucito ecologico

venerdì 17 aprile 2009

Eco-pincushion



Questo puntaspilli contiene al suo interno il tappo di una bottiglia di succo di frutta, è realizzato interamente con lana infeltrita riciclata e imbottito con filo, lana e piccoli ritagli avanzati. Un eco-puntaspilli insomma! Solo un esempio della versatilità della lana infeltrita.

mercoledì 15 aprile 2009

Perle d'Africa



Non ci credevo, finalmente una mostra per me interessante non solo da un punto di vista culturale... e vicina a casa! Nella bella cornice della villa Borromeo d'Adda ad Arcore (sissì, proprio accanto a quella del Cavaliere...) il cui parco è sempre liberamente accessibile, si terrà questa mostra che esporrà collane, vestiti ed oggetti con perline provenienti sia da collezioni private che dal Museo di Storia Naturale di Milano. Al centro di tutto le perline veneziane, usate dai mercanti europei come merce di scambio e note a Venezia come "perle d'Africa".
Info:
Dal 16 al 26 Aprile (XI settimana della cultura) e il 16 e 17 maggio l'ingresso sarà gratuito.
Sabato 18 aprile alle 16.00 si terrà una conferenza sulle "Perle d'Africa" e sabato 9 maggio alle 15.30 una conferenza su "La perla veneziana dal golfo di Guinea al Sahara" (io ci sarò di sicuro!)
Trovate tutte le informazioni qui.

domenica 12 aprile 2009

Eco-craft 2: tessuto riciclato

Aggiornato!
Un modo nuovo e interessante per riutilizzare le t-shirt in disuso che abbiamo per casa è ricavarne un unico lungo filo da lavorare poi ai ferri o all'uncinetto.
{COSA}
Questa bella matassa che vedete nella foto si trova in vendita su Etsy, e non è altro che una o più magliette tagliate in una striscia continua che diventano per magia filo con cui tricottare o uncinettare tappeti, tovagliette per la colazione, presine, strofinacci, ma anche altri indumenti o copertine leggere ma consistenti.

{COME}
Vi ho trovato due tutorial che spiegano benissimo come fare per ottenere il "filo" dalle magliette:

~ Tutorial di Laughing purple goldfish
~ Tutorial di Polka dot pineapple

Allo stesso modo si possono ricavare strisce di tessuto da lenzuola, federe, scampoli di ogni tipo, sempre da usare coi ferri o l'uncinetto, come in queste foto:





Borse e tappeto di Laughing purple goldfish


Un ottimo tutorial per tessere con le t-shirt riciclate lo trovate qui.


Le altre puntate della serie Eco-Craft:
~ lana infeltrita
~ lana riciclata
~ cucito ecologico

giovedì 9 aprile 2009

La collana mare e sabbia



I colori del mare e della sabbia e il calore del sole concentrato nel rame per questa collana in vetro di varie forme. Dischi, cubi, sfere sfaccettate, perle schiacciate opache e lucide, e come punto focale del pendente una pietra che non so cosa sia, credo un'agata ma non ne sono sicura. Dove l'ho comprata non mi hanno saputo dire cosa fosse, spero nel vostro occhio, sicuramente potrete darmi una mano!




Particolare della chiusura realizzata a mano

lunedì 6 aprile 2009

Eco-craft 1: la lana infeltrita

La meravigliosa atmosfera creata da lilfishstudios

Per iniziare il nostro viaggio alla scoperta di materiali verdi da usare nei nostri progetti creativi direi che un ottimo punto di partenza può essere la lana infeltrita, cioè lana già lavorata (in indumenti come i maglioni), che ci possiamo procurare in casa oppure nei mercatini o bancarelle dell'usato, e poi fatta infeltrire ad hoc in lavatrice.

Quella che noi chiamiamo lana infeltrita in inglese viene chiamata felted wool o, più propriamente fulled wool, e possiamo definirla un'evoluzione del tessuto a maglia. Il procedimento che porta la maglia ad infeltrirsi è noto più o meno a tutte: chi non ha un maglione mignon nell'armadio risultato di un lavaggio sbagliato? Le fibre della lana (che può essere anche mista con cachemire, mohair, alpaca) a causa della temperatura dell'acqua e soprattutto dello sfregamento dovuto alla centrifuga, si saldano tra loro andando a costituire un tessuto denso e compatto dove risulteranno quasi invisibili i segni dei punti.
Il tessuto che otterremo è morbido e, anche se ha perso gran parte della sua elasticità, è facilmente modellabile e molto resistente. Lo si può usare in mille modi, esattamente come un qualunque tessuto, si può tagliare senza problemi perchè i bordi rimarranno netti senza disfarsi, si può cucire sia a mano che a macchina, si può ricamare, abbellire, decorare anche con la lana cardata e la tecnica dell'infeltrimento ad ago.

Tappeto tessuto con strisce di maglioni infeltriti di fiveforty

{COME}
Dopo esserci procurate i maglioni (o gonne, coperte ecc.) facendo attenzione che si tratti di 100% lana, possiamo procedere al lavaggio. In molti siti che ho consultato consigliano di lavare i maglioni in acqua molto calda e con un lavaggio lungo. Io per motivi in primo luogo pratici (di solito non devo lavare insieme dieci maglioni da infeltrire ma uno o due!) lavo i maglioni insiema all'altra biancheria con il ciclo che uso normalmente (massimo 50°, centrifuga 800 giri, durata circa un'ora e 15 minuti). Insomma non lavo specificamente i maglioni, mi limito ad inserli fra il resto del bucato, se i colori sono compatibili (fate sempre la prova prima che il vostro maglione non rilasci colore). Così di solito mi occorrono due o tre lavaggi per ottenere il risultato finale. Perchè il maglione si infeltrisca in modo uniforme ricordatevi di tagliare via le maniche e appiattirle prima di infilarle in lavatrice, altrimenti resterà al centro una piega che non andrà più via.
Una volta infeltrito potrete tagliare il maglione per ottenere il tessuto da utilizzare in seguito. Nel tagliare i vari pezzi vi rimarranno le cuciture, che saranno anch'esse infeltrite: non buttatele! Potrete utilizzarle in tanti modi per decorare, fare fiori, lacci, applicazioni o frange.
Nell'infeltrire il nostro tessuto a maglia possiamo creare degli interessanti effetti a rilievo con una tecnica chiamata shibori felting. In sostanza si creano delle pieghe o delle bolle nella maglia con delle perline o biglie, legate strettamente. Poi si infeltrisce e si slegano le allacciature liberando i materiali che avevamo utilizzato: il rilievo ottenuto nel tessuto sarà permanente. Un esempio di come fare lo trovate su Craftstylish.

Shibori felting, di Betz White da Knitty

{PERCHE'}
La lana infeltrita è un materiale ottimo per tantissimi usi: potrete realizzare borse, pupazzi, cestini, spille, gioielli, pantofole e scarpine, cappellini e muffole, sciarpe, altri indumenti come giacche e maglioncini, tappeti, coperte, cuscini. Inoltre potrete ricavarne toppe molto resistenti, o usarlo per lucidare.

Le altre puntate della serie Eco-Craft:
~ tessuto riciclato
~ lana riciclata
~ cucito ecologico

venerdì 3 aprile 2009

Faccio la maglia: il gilet/coprispalle

Eccovi svelato l'arcano... La scorsa settimana vi avevo mostrato la lana che stavo lavorando, ieri ho finito di cucire e rifinire perciò eccovi, fresco fresco, il mio primo lavoro "complesso"!
E' un gilet/coprispalle, magari qualcuna di voi l'avrà visto sulla copertina di Le idee di Susanna di febbraio in un meraviglioso color arancio. Mi aveva colpito moltissimo la fascia con il treccione, pensavo in verità che fosse più semplice da realizzare! La lana che ho usato (la storia qui) è riciclata al 100%, e che bello pensare che questo lavoro mi è costato solo 2€...
Vi avevo promesso anche qualche considerazione sui modelli che ci offrono le nostre italiche riviste... Premetto che non lavoro a maglia da molto e che ho imparato moltissimo attraverso nonna internet e quindi, come ben capirete, principalmente da risorse in inglese. A parte le prime difficoltà di traduzione, i modelli che si trovano in rete in inglese sono per la maggior parte molto ben spiegati. Per non parlare ovviamente di Ravelry, dove puoi vedere mille versioni di un modello, chiedere direttamente a chi l'ha disegnato, trovare informazioni di ogni sorta.
E veniamo a noi italiche magliste... Questo è stato il primo modello che ho seguito preso da una rivista, ed è di Giuliano Marelli (GrignascoKnits). In primo luogo il modello conteneva un errore che mi ha fatta dannare e rifare tutto diverse volte, prima di capire in cosa consisteva e, con la mia limitatissima esperienza, di correggerlo. In secondo luogo da nessuna parte citava le maglie di vivagno (sarebbero le bordure che servono per cucire fra loro i pezzi) e dopo aver cominciato il dietro mi sono resa conto che seguendo lo schema non c'erano... Ecco, sicuramente molto è dovuto alla mia inesperienza, ma non si dovrebbero scrivere i modelli come se li dovesse seguire una principiante? Forse mi ero abituata male con i modelli in inglese!

mercoledì 1 aprile 2009

Origami boxes ed Eco-craft

Grazie a Valeria, che ormai considero un'amica, ho imparato a fare delle scatoline meravigliose, economiche, ecologiche, personalizzabili e molto carine. Il tutorial che ha postato sul suo blog, Maglia&Chincaglie, è chiarissimo e in poche pieghe sarete pronte anche voi a inscatolare tutto ciò che volete!
Nel realizzare queste scatoline, che sono già perfette così, mi è venuto in mente un modo per chiuderle e decorarle insieme e rendere il vostro pacchettino ancora più professionale. Dopo aver seguito il tutorial di Valeria vi ritroverete una mezza scatolina come questa:

Adesso tutto ciò che vi serve è un pezzo di nastro del colore che preferite, un cutter e un po' di colla. Aprite nuovamente la scatola e dove avevate tracciato il centro della scatola praticate una piccola incisione di lunghezza pari alla larghezza del nastro che intendete usare.
Piegate il nastro a metà e aiutandovi con una graffetta, o la stessa punta del cutter inserite il centro del nastro nell'incisione, dall'esterno verso l'interno della scatola. Ripiegate la scatola.

A sinistra l'interno della scatola una volta richiusa: si vede il piccolo lembo di nastro che avrete inserito;
a destra la parte esterna del fondo della scatola.


Fissate sia il pezzetto di nastro che i lembi interni al fondo della scatola con una goccia di colla, nascondendo così il nastro, che non sarà più visibile all'interno della scatola, e fate asciugare. Nel frattempo preparate il coperchio della vostra scatolina. E questo è l'effetto finale, visto da dietro:

E visto di fronte:


In realtà questo mini-tutorial non è niente di speciale, ovviamente con molta meno fatica si può semplicemente annodare il nastro attorno alla scatola e via, ma questa piccola modifica dà un aspetto più curato all'insieme, e io sono fissata con i particolari! Queste piccole scatole si possono realizzare con cartoncino in fogli, carta riciclata, lucida, giornali e riviste... ma la differenza tra il riciclare e il ricreare sta proprio nei piccoli particolari. Si possono usare materiali riciclati senza che l'estetica ne risenta, e dando all'insieme un aspetto rifinito e professionale.

{Il 22 Aprile sarà la Giornata Mondiale della Terra (Earth Day), una giornata per ricordarci del pianeta che ci sostiene, ci nutre, ci accoglie. Una giornata per formulare o rinnovare il nostro impegno per un consumo responsabile e sostenibile, per impegnarci in cambiamenti piccoli ma indispensabili per il nostro futuro. Quest'anno voglio celebrare anch'io l'Earth Day, con una serie di post che avranno come argomento il craft e l'uso di materiali riciclati.
Molte persone storcono il naso quando si parla di materiali riciclati o usati, alcuni associano questo genere di lavori a quelli che fanno i bambini a scuola, come dire: approssimativi, rozzi, bruttini. Io spero di dimostrarvi come da materiali che abbiamo in giro per casa o che possiamo procurarci con una spesa minima e un po' di inventiva possano nascere dei veri capolavori, oggetti raffinati, usabili, belli, utili, con il pregio ulteriore di averci fatto risparmiare e di non aver utilizzato nuove risorse per produrli.
Moltissime persone in tutto il mondo stanno creando una nuova economia basata sull'uso di materiali riciclati, non si tratta solo di un passatempo, ma di scoprire e imparare ad utilizzare materiali che non sapevamo di possedere e magari gettavamo via con noncuranza. Vi aspetto per fare insieme a me questo viaggio nella creatività eco-sostenibile!
}

~ La prima puntata: la lana infeltrita
~ La seconda puntata: tessuto riciclato
~ La terza puntata: la lana riciclata
~ La quarta puntata: cucito ecologico

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