mercoledì 29 settembre 2010

[Lo sapevi?] Oggi parliamo di: plastica, resina e Lucite

Lo abbiamo annunciato sia su queste pagine che su Facebook, e finalmente ci siamo! Parte la nuova rubrica di Beads and Tricks in collaborazione con Artigianando: Lo sapevi? è il titolo, la domanda che facciamo a tutti voi che ci leggete e che lavorate con perline, minuteria, accessori vari o siete semplicemente curiose.
Sarà capitato anche a voi di non sapere di che materiale fosse fatto un componente, di sentire una parola nuova sconosciuta, di vedere uno strumento e domandarvi a cosa servisse… eccoci! Siamo qui per parlare circa una volta al mese di un argomento interessante e utile, per scoprire nuovi materiali o saperne di più su quelli che usiamo tutti i giorni, e per farlo saremo accompagnati dall’esperto, ebbene si!! Abbiamo un esperto vero, Luca Ballarini, proprietario di Artigianando e molto appassionato del suo lavoro, che ci guiderà alla scoperta di materiali e tecniche.

Oggi cominciamo con un argomento caldo, perché già sappiamo da un piccolo sondaggio fatto su Facebook che potrà suscitare polemiche. Parliamo della differenza fra plastica e resina e soprattutto di cosa sia in realtà la Lucite. Prendiamo ad esempio questi bellissimi fiori, e facciamoci dire da Luca di cosa si tratta:

Acquistati da Artigianando

A. Luca ci racconti un po’ la storia di questi fiori?
L. Questi fiori fanno parte di uno stock di plastica vintage prodotta in Italia tra gli anni '60 e gli anni '80 (del secolo scorso); probabilmente facevano parte di fondi di magazzino di vecchi produttori di bigiotteria, che hanno deciso di svuotare i magazzini. Un prodotto, per potersi definire “Vintage” deve avere almeno vent'anni e solitamente si tratta di prodotti andati fuori produzione e quindi disponibili in quantità limitate.

A. Quindi questi fiori sono di plastica. A me capita spesso nei negozi di componenti per bijoux di vedere scritto resina al posto di plastica, tanto che avevo sempre pensato che si trattasse proprio di resina, ci spieghi la differenza?
L. Resina e plastica sono prodotti molto differenti, pur essendo entrambe materie plastiche. La resina artificiale ha diverse composizioni a seconda della destinazione d'uso; quella utilizzata per realizzare oggetti (dalle statuette alle perle) è un composto molto rigido dal colore neutro. Le perle in resina sono sempre verniciate in superficie, in quanto la resina ha un colore solitamente biancastro o beige. La plastica invece viene colorata intrinsecamente, infatti può assumere sia colorazioni trasparenti che piene, ed è più leggera della resina.

A. Quindi la distinzione possiamo farla in base al peso e al colore? Cioè tutte quelle belle perline trasparenti non sono in resina ma in plastica?
L. Esatto, se una perla è trasparente è di sicuro plastica; se invece è verniciata e poco elastica è molto probabile che sia fatta di resina.

A. E invece cosa sarebbe la famosa Lucite di cui tanto si parla e che ha invaso il web, tra Etsy, Dawanda e i vari e-shop?
L. Lucite® (è così che si dovrebbe scrivere) è uno dei nomi commerciali del Polimetilmetacrilato, più comunemente noto come metacrilato, che è una materia plastica sviluppata nel 1928 e commercializzata a partire dal 1933. E' un materiale più trasparente del vetro che, a seconda della composizione, può essere più o meno infrangibile, tant'è che viene utilizzato anche nella fabbricazione di vetri di sicurezza. Altri nomi commerciali di questo polimero sono: Acrivill®, Deglas®, Limacryl®, Oroglas®, Perspex®, Plexiglas®, e tanti altri. Ogni nome commerciale corrisponde ad un'azienda e l'utilizzazione prevede il simbolo ® oltre che la certezza della provenienza del prodotto. E più corretto utilizzare il termine “plastica” o al massimo il termine “metacrilato” per riferirsi a questi prodotti, ma difficilmente è possibile essere certi che il prodotto in questione sia di metacrilato o di un'altra materia plastica, quindi personalmente ritengo più corretto il termine “plastica”.

A. Io in effetti userei l’aggettivo sintetico per indicare tutta la categoria di perline e componenti derivate da polimeri, e questo eviterebbe sicuramente molti equivoci. Perché se è pur vero che la Lucite® è stata molto utilizzata negli anni ’50 per la produzione di bigiotteria, oggi troviamo questo marchio utilizzato indistintamente a fianco di prodotti in produzione, o comunque dall’incerta provenienza e non vintage originali.
L. In realtà non è sempre detto che un prodotto in plastica vintage sia di metacrilato; solo il produttore sa dire di cosa è fatto il tal prodotto (o un'analisi chimica) e il metacrilato è un prodotto ancora in uso. La plastica vintage può essere anche bachelite. Diciamo che quando non si può essere precisi, è meglio essere generici ed il termine più generico e corretto è “plastica”. L'azienda produttrice della Lucite®, la Lucite International è ancora attiva (fa parte del gruppo Mitsubishi) e quindi esistono prodotti attuali in Lucite®, ma nulla di ciò che producono ha a che fare con la bigiotteria, com'è possibile verificare sul loro sito.

A. Secondo te che lavori da anni in questo settore, perché c’è questa confusione? Perché si tende a dare nomi altisonanti, e per di più incerti, a materiali comunissimi come la plastica, magari per sopravvalutare certi componenti?
L. La realtà è che molti commercianti non conoscono cosa vendono ed altri cercano di dare un tono più alto ai loro prodotti, ma impropriamente. Credo sia principalmente un problema di pressapochismo, alimentato anche dai molti consumatori a cui non interessa sapere cosa hanno in mano. Diverso è il discorso per i furbetti di turno che utilizzano termini altisonanti per dare un tono maggiore ai loro prodotti. L'informazione e l'esperienza sono le armi migliori contro le furberie.

{Per approfondimenti la pagina di Wikipedia dedicata all'argomento con moltissime fonti.}

Il mio ringraziamento a Luca Ballarini, che ci ha chiarito delle questioni davvero importanti, e spero che la lettura sia stata interessante anche per tutti voi! Al mese prossimo con un altro argomento “tecnico” e se avete dubbi o domande scrivete a me o a Luca, o lasciate un commento e cercheremo di trattare anche degli argomenti che ci suggerirete.

lunedì 27 settembre 2010

La collana Blue passion

Blue passion: perché il blu è uno dei miei colori preferiti, perché si sposa in modo elegante e perfetto col rame, perché secondo gli ultimi trends è il nuovo nero! Cioè si porta dappertutto, su tutto e in qualunque occasione!


Il fiore di rame lavorato a mano (dalla foto si nota molto bene l'effetto martellato) questa volta è accompagnato da vetri e mezzi cristalli trasparenti e blu, che arricchiscono ancora di più il pendente. La catena è una lunga catena color rame e anche la chiusura è fatta a mano.

Per vederla indossata e altre informazioni trovate Blue passion anche su Artesanum!!

venerdì 24 settembre 2010

Colli a maglia: modelli gratis

Adoro lo scaldacollo, è un accessorio che fino a poco tempo fa nemmeno immaginavo e adesso fa parte stabilmente del mio corredo invernale! E' comodo più di una sciarpa, ti consente di lavorare anche piccole quantità di filato (magari prezioso) in modo proficuo, realizzando qualcosa di bello e utile con poca spesa...

Una piccola carrellata di bei modelli gratuiti in giro per la rete (altri ne troverete nella pagina dedicata ai modelli gratis in italiano):
GarnStudio ne presenta diversi modelli tutti semplici da realizzare e (finalmente!) in italiano. I miei preferiti sono questi:

Cliccate sui modelli per i links



E se non ne avete abbastanza cercate nella pagina dei modelli di accessori di The Purl Bee, oltre a molte cose belle anche diversi scaldacollo.

mercoledì 22 settembre 2010

Tutorial bustine di carta

Come sapete io ho la fissa del "fatto a mano fino in fondo": anche le confezioni dei miei bijoux, siano scatoline o buste, sono fatte a mano. Faccio a mano anche le buste dentro cui spedisco in giro le creature... Per questo motivo quando mi sono imbattuta in questo tutorial ho pensato subito che dovevo condividerlo con voi!
Zammu usa un sacco di tecnologiche meraviglie note a tutte le scrapper: Big Shot, punch, fustelle e occhielli... Io faccio tutto in maniera più semplice ma il risultato ottenuto da Zammu è davvero molto professionale e mostra come con un piccolissimo sforzo si possano ottenere da un semplice foglio di carta (da pacco in questo caso e anche nel mio...) delle belle buste per ogni uso.

Foto tratta dal blog Fattodame

Vi ricordo anche il mio tutorial Un sacchetto da una busta, tanto per restare in argomento!

lunedì 20 settembre 2010

Arriva l'argento: orecchini a spirale

Ne ho parlato tanto... e finalmente posso farvi vedere qualcosa che ho realizzato usando l'argento 800: la doppia spirale assume un carattere nuovo grazie alla luce dell'argento.

L'interno della spirale è stato martellato per ottenere l'effetto tipico a solchi che riflette la luce in modo fantastico! Anche il gancio è stato fatto a mano, in modo molto semplice, perché già l'orecchino risultava lungo e ricco.
Qui un particolare delle pietre che ho usato: lapidalite in belle sfumature di lilla e vetro pressato. Il chiodino è argento sterling.

mercoledì 15 settembre 2010

Trovato su Artesanum: Silviapotter

Silvia Decet è una ceramista (anche se lei si definisce aspirante) che da tempo seguo sul suo bel blog. La cosa che mi piace di più nel leggere i suoi post è la calma sicurezza che traspare anche quando Silvia parla delle difficoltà nel domare la materia che trasforma in oggetti bellissimi e in forme armoniose. Mi incanta sempre quando un artigiano capace sa parlare in modo semplice e interessante del suo lavoro, che quasi prende vita attraverso le parole.

Tutte le foto sono di Siliviapotter

Adesso che le creazioni di Silvia si sono declinate anche in perle a lume e perline in ceramica dai bellissimi colori (e c'entra il rame... c'entra sempre!) ve la devo fare conoscere.


La sua vetrina su Artesanum è ricca, perché i suoi bijoux sono unici, realizzati con le perline in ceramica o in vetro che lei stessa crea, montate con rame o acciaio, e completamente fatti a mano in ogni particolare, con un uso limitatissimo di pezzi commerciali.
Silvia crea quelle che nel gergo americano si chiamano Art Beads, praticamente sconosciute in Italia: perline fatte a mano con tecniche diverse (ceramica, lampwork, metallo) in limitatissime produzioni o addirittura pezzi unici, vendute e celebrate anche da grandi negozi online. In Italia sembra già un miracolo se riusciamo a trovare qualche componente un po' originale... Chissà che qualche rivenditore non ci pensi su e ritenga di proporre nel proprio catalogo anche il lavoro di qualche bravo artigiano italiano...

Trovate Silvia Decet su:
Artesanum
Blog
Per saperne di più sulle Art Beads un posto fantastico è il blog Art Bead Scene.

lunedì 13 settembre 2010

Orecchini Ventaglio (con un grazie...)

Sono tornata a casa finalmente, sia quella fisica che quella virtuale, e vorrei condividere con voi la gioia di essermi ritrovata, perché moltissimo lo devo al vostro sostegno e al vostro affetto. Le vacanze per me sono sempre uno stress, ma quest'anno le ho affrontate per la prima volta con una serenità inaspettata, ho lavorato un sacco, ho riflettuto sul percorso che mi ha portato fin qui. Sono certa che il mio stato d'animo sia frutto della sicurezza che l'apprezzamento e l'affetto di tante persone speciali mi hanno regalato. Per questo ancora una volta vi dico grazie. I numeri che il blog ha raggiunto in questi primi  giorni di settembre sono incredibili! Spero di essere sempre all'altezza di tutto questo!

La prima novità che vi propongo non potevano che essere un paio di orecchini:

La forma a mezzo fiore è diventata una base interessante per questi chandelier con perle cerate e vetro. Il metallo è sempre rame anticato, mentre la monachella è un gancetto commerciale che ho ingentilito con una rosellina (grazie Tea!).

Li trovate da qualche giorno anche su Artesanum

venerdì 10 settembre 2010

S-clasp: tutorial per crearla

Cos'è una S-Clasp? E' una chiusura a forma di S come dice il nome, di preferenza realizzata a mano a partire da filo metallico che può essere d'argento, di rame o del materiale che preferite. Il filo deve essere di un certo spessore perché la chiusura ha necessità di essere robusta e non deformarsi in alcun modo.

Trovate in giro tantissimi tutorial per realizzare una S-Clasp, eccovene qualcuno:
Il tutorial fotografico della grandissima Connie Fox (scaricabile anche in pdf).

Due versioni video grazie ad Art Jewelry magazine:


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