lunedì 29 aprile 2013

Una collana in rame

Di certo devo decidermi a cambiare strategia quando creo i miei gioielli*. Se non altro perchè affidarsi al caso non permette di fare un lavoro costante e di seguire un filo conduttore. Ma ormai sapete bene che questa è una delle mie caratteristiche, e dei miei tarli.
Però a volte (spesso, in effetti) il caso crea delle belle occasioni. Come in questo pendente che, se devo dirvela tutta, non è altro che una prova fatta per un altro oggetto, un tentativo di capire il giusto spessore di lastra di rame da usare per ottenere queste pieghe alte a foldforming. Ricuoci qui e ricuoci lì viene fuori questo rettangolo un po' stretto ad una estremità, con una patina bellissima già così, solo ottenuta con la fiamma. Buttarlo via?? No, certo.

Pendente in rame e patina blu, foldforming

Montarlo è stato una semplice conseguenza: questa idea di una cascata di onde sul rame si adagia benissimo su una base con patina blu. E la patina mi ha fatta penare non poco, tanto che il lato del pendente che avevo immaginato e realizzato come "davanti" è diventato di sua volontà il retro. Un paio di rivetti ed eccolo.


Sarebbe stato bene anche montato col cuoio, ma invece (complichiamoci la vita, sisi...) ho creato una catena completamente fatta a mano e, nella parte centrale che sostiene il pendente, ho provato a creare delle pieghe anche sul filo, un po' di foldforming insolito. 

* in corsivo, perchè io (sì, è proprio vero) ho ancora delle remore e dei dubbi a chiamare così i miei oggetti. A volte ci scherzo su e allora il corsivo...

mercoledì 24 aprile 2013

Maglia in italiano: nuovi schemi

E' un po' che non aggiorno la pagina degli schemi a maglia gratuti in italiano e ogni volta è sempre più un piacere scoprire che se ne aggiungono di nuovi e interessanti, alcune traduzioni ma molti originali, grazie alle nostre bravissime designer che ormai avete imparato a conoscere.
Le ultime aggiunte in ordine di tempo sono un bellissimo paio di calzini, Stracciatella, opera del nostro orso preferito, A knitting Bear Annalisa Dione:


Un elegantissimo vestito, opera di Artherapy Valentina Cosciani, Raviolo:

Foto di Artherapy

Un maglione semplice e versatile, di quelli che non ci si stanca mai di indossare,
 On the beach di Isabelle Kramer, nella traduzione di Natascia Sartini:

 Foto © grasflecken 2012 

Questi modelli gratuiti in italiano e moltissimi altri li trovate nell'elenco(ne) che si fa sempre più corposo e interessante:
Schemi a maglia gratuiti in italiano

lunedì 22 aprile 2013

Incisione sul rame: Dandelion

Sicuramente una delle cose che mi piace di più del lavorare il metallo è vederlo cambiare, assumere di volta in volta una nuova forma, un colore inaspettato, una texture che renda interessante la sua superficie. Tra i tanti modi per modificare la superficie del metallo perchè racconti qualcosa, ultimamente continuo a utilizzare molto l'incisione ad acido (etching). E continuo a pensare a cosa mi perdo a non sapere disegnare... Ma per fortuna si può un po' "barare" sul disegno, e ottenere degli ottimi risultati lo stesso.

Orecchini in rame incisi ad acido

La base in rame è stata incisa con un motivo che mi piace moltissimo, il dandelion, o soffione. Ho montato gli orecchini aggiungendo due piccoli particolari in argento 925.

Orecchini in rame e argento incisi ad acido

Mi piacerebbe sperimentare di più con le patine sulle incisioni ad acido, qui ho utilizzato la solita patina anticata, ma presto spero di potervi mostrare altri esperimenti e altri colori!


lunedì 15 aprile 2013

Labradorite, rame e un castone

Un castone sui generis, come sono i miei castoni. L'anno scorso avevo trovato delle belle labradoriti in fiera a Milano e le avevo incastonate in questo modo un po' grezzo, semplice, ma che mette in risalto la bellezza della pietra non entrando in competizione con la sua luce e i suoi riflessi.
Il castone è un pezzo unico, e il rame avvolge la pietra in modo discreto. Anche questo nuovo pendente, fatto sulla scia di quelli precedenti, è concepito allo stesso modo, ma ogni pezzo è diverso perchè in primo luogo è diversa la forma della pietra.

Pendente in rame e labradorite incastonata

Oltre che giocare con la forma, qui ho giocato anche col retro del castone. Ho traforato la lastra seguendo la forma della pietra, perchè la sua luce e i suoi riflessi erano talmente belli che era un peccato coprirli.

Castone labradorite e rame, retro

Per finirlo, soltanto una semplicissima catenina rolò e una chiusura fatta a mano, a cui ho aggiunto una piccola rondella di labradorite. Questa pietra davvero non smette di affascinarmi...

Pendente labradorite e rame, chiusura


venerdì 12 aprile 2013

Un maker: Andy Cooperman

Sì, dovrei dire un orafo, un artista, ma Andy Cooperman dice di sè: "Non mi definisco un artista, c'è una sorta di pretenziosità in questa definizione (...) Fare, fare è la cosa più onesta che posso dire riguardo al mio lavoro (...) E' rendere manifesto qualcosa che non esisteva prima: questo è fare per me".

Vespa. Andy Cooperman brooch
Vespa. Andy Cooperman.

Sono disarmata di fronte a chi è capace di creare tanta bellezza e lo fa con una grande umiltà nei confronti del proprio lavoro. E ama insegnare, far vedere attraverso i suoi occhi oggetti e processi creativi, per portare chi impara a vedere cose nuove.
Vedere. Cosa faremmo se un giorno ci accorgessimo di non riuscire più a vedere bene? quando la nostra vita è creare oggetti? Dopo questa esperienza Andy Cooperman ha cercato di ritornare al suo lavoro, e quando si è reso conto di poter ancora lavorare, nonostante un danno permanente a un occhio, si è seduto al suo banco e ha pianto. Forse quello che aveva vissuto avrebbe cambiato in parte il modo in cui faceva le cose, ma non il suo impegno a fare. E a insegnare.

My commitment to making.

 
The Metalsmith from Dan McComb on Vimeo.


lunedì 8 aprile 2013

Insegnare io? notizie dal workshop

Forse non vi ho mai raccontato del mio percorso di studi e di come decine e decine di volte durante quegli anni mi è stata rivolta la fatidica, e da me odiata, frase: "Ah! studi lingue? allora vuoi insegnare..."
Nemmeno lo chiedevano, era proprio un dato di fatto, una cosa assodata. E io detestavo l'idea. Sia per la scuola, che già allora faceva pietà (e adesso ancora peggio) sia perchè ero davvero convinta che non fosse una cosa che faceva per me. Forse colpa dei tanti (troppi) professori privi di motivazione e di vocazione che avevo incontrato sulla mia strada di studente, o per altri motivi.
Poi è arrivata questa passione. E' arrivato lo studio di cose che amo davvero, la consapevolezza di quanto ci sia da imparare. E la fatica che si fa, ogni giorno, da soli e senza avere le basi che rendano tutto più semplice. Ed è arrivata insieme l'esigenza, la voglia, di condividere quello che ogni giorno imparo e metto in pratica. Sento intorno a me moltissimo interesse per questo campo, voglia di capire e migliorare.

Workshop lavorazione del metallo
Foto di Artigianando

Mentre preparavo la parte teorica di questo workshop, ho letto le parole di John Cogswell, un artigiano e insegnante, maestro nella lavorazione dell'argento e in particolare della forgiatura:
"It has never been enough for me to simply make things, but rather to try to understand all the "hows", "whats" and "whys" that make the creation of the objects possible, and then to share the fruits of my labour with others. I am a teacher as well as a maker, and I take very seriously the responsibility of nurturing and passing on the skills and knowledge entrusted to me"

[Non è mai stato abbastanza per me semplicemente fare degli oggetti, ma piuttosto cercare di capire tutti i come, i cosa e i perchè che rendono possibile la creazione di quegli oggetti, e poi condividere i frutti della mia fatica con gli altri. Sono un insegnante oltre che un artigiano, e prendo molto sul serio la responsabilità di coltivare e trasmettere le abilità e la conoscenza che mi sono state date in custodia]
Queste parole mi hanno colpita, sia per la curiosità che esprimono, che secondo me è il motore principale del nostro fare e imparare, sia per la scelta di alcuni termini: responsabilità, nutrire, trasmettere, dare in custodia.
I nostri doni non devono essere tenuti nel cassetto, ma condivisi. Ne abbiamo la precisa responsabilità. Di nutrirli, alimentarli, farli crescere. E poi di trasmetterli perchè altri possano a loro volta fare lo stesso. Ci sono stato dati in custodia per farne buon uso. 


E' difficile descrivere la sensazione che ti trasmettono i sorrisi e gli occhi di chi ti ascolta e la soddisfazione di vedere andare via queste persone ognuna con un oggetto realizzato con le proprie mani, indossandolo magari. Ogni foglia diversa dall'altra, ognuna bellissima. 
Grazie davvero di cuore per quello che mi date quando venite a imparare da me, perchè io imparo tanto da voi.


giovedì 4 aprile 2013

Modificare i martelli

Si avvicina a grandi passi il primo workshop che terrò presso Artigianando. Come forse avrete già letto, si tratterà di un corso di base sulla lavorazione del metallo: parleremo delle sue caratteristiche, degli attrezzi che ci servono per lavorarlo, della forgiatura e faremo un'introduzione al foldforming.
Sulle attrezzature spesso mi fate delle domande, ricevo mail che mi chiedono dove trovare questo o quell'attrezzo. In realtà gli artigiani da sempre hanno creato da soli i propri attrezzi o ne hanno modificato di esistenti per adattarli a dei compiti specifici. Un attrezzo creato da noi, o modificato, è unico, e ci consentirà di ottenere solo quello che vogliamo. Magari anche questo argomento potrebbe essere oggetto di un mini workshop!
L'attrezzo fondamentale per lavorare il metallo è senz'altro il martello. Oggi vi posto un video che mostra come, molto semplicemente, possiamo modificare da soli il nostro martello per renderlo adatto alle nostre mani e a tanti usi.


Per ottenere un migliore bilanciamento e non stancarci possiamo adattare la lunghezza del manico alle dimensioni della nostra mano. Mentre è asolutamente indispensabile compiere i successivi passaggi di rifinitura delle teste del martello: smussarne gli angoli e rifinire a specchio la superficie d'acciaio ci consentirà di non lasciare segni sul metallo che stiamo lavorando.

 [Per iscrivervi alla mailing list dei miei workshop: beadsandtricks.ws@gmail.com]

martedì 2 aprile 2013

Argento fuso

E' stato una mattina che avevo un sacco di cose da fare. Ma poi, come spesso mi capita, mi perdo a fare tutt'altro. La replica di un oggetto si trasforma in un'altra cosa, completamente diversa. Per un caso all'inizio, e poi per la curiosità di capire come si comporta un materiale, cosa succede se...

Anelli in argento fuso

La superficie dell'argento si raggrinzisce, si crepa. Il controllo sul cannello deve essere attento perchè altrimenti un bellissimo effetto si trasforma in un danno. E alla fine mi ritrovo in mano questi due anellini, dalla superficie irregolare, che ripuliti rivelano i loro chiaroscuri. Il pensiero va subito a delle perle in caramica raku che avevo preso un po' di tempo fa senza sapere bene cosa ne avrei potuto fare, molto diverse dalle cose che uso di solito.


La sfida era riuscire a montare le perline, che hanno un foro abbastanza grande, riuscendo ad ottenere lo stesso effetto di texture degli anellini anche sulle palline all'estremità del filo. Provare e riprovare fino ad avere delle palline abbastanza grandi da fermare la perla, fondere e rifondere fino ad ottenere piccoli crateri e una superfice ruvida e irregolare è stato un lavoro di ore, ipnotizzata dalla fiamma, dal colore del metallo che cambia, dalle fluide variazioni della sua consistenza, e i tentativi di fermarsi in tempo prima di combinare disastri.


Se c'è una cosa che mi affascina sempre è sentire sotto alle dita la superficie irregolare che cambia e che trasmette il senso della materia.


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