mercoledì 29 ottobre 2014

Foldforming, ottone e il caso

Ancora una volta cosa nasce da un errore. Un errore di distrazione che mi spinge finalmente a realizzare un paio di orecchini che avevo in mente da tanto tempo ma che non avevo mai fatto. Il foldforming ancora una volta. L'ottone che si apre come delle ali e all'interno si colora di un verde delicato che si fissa sui segni impressi dal martello.

Orecchini a foldforming in ottone e argento con patina verde

All'esterno invece ho lasciato semplicemente la patina della ricottura, ripulendola leggermente in modo che risaltassero anche lì i segni della forgiatura. E poi, per completare, solo un paio di lunghi ganci in argento, curvati in modo che il pezzo in ottone sia quasi a contatto col lobo.
Forse non li avevo mai fatti perché aspettavo questo ottone coi suoi colori perché rendessero al meglio. Oppure perché spesso mi guida più il caso che la ragione. Però per fortuna qualcosa poi succede, un errore, che mi spinge dove da sola non ero arrivata.

Orecchini in ottone similoro e argento con patina verde
O_147
Ottone similoro, argento .925, patina




venerdì 24 ottobre 2014

Video: le rifiniture col Dremel

Ieri ho postato su Facebook un piccolissimo video. Era più una prova che altro, per capire se ne potesse venire fuori qualcosa di decente, per rispondere alle vostre richieste. Il riscontro che ho avuto mi ha lasciata davvero stupita, e mi incoraggia ancora di più nel pensare di proporvi periodicamente qualche piccola anticipazione, work in progress o parti di lavorazioni interessanti in video. 
Qui c'è un minuto del mio lavoro quotidiano, una piccolissima parte del lavoro di rifinitura di un oggetto che avviene in parte con il Dremel (ma potrebbe essere fatta con qualunque utensile del genere) e in larga parte a mano. Sto pareggiando i bordi delle barchette lavorate a foldforming e lo faccio utilizzando il cilindro di carta abrasiva a grana fine (120). Preferisco utilizzare la carta abrasiva piuttosto che le molettine all'ossido di alluminio o al carburo di silicio perché la carta abrasiva mi consente un lavoro più delicato e facilmente controllabile e surriscalda meno il metallo. La velocità con cui lavoro di solito con questo accessorio è intorno ai 15000 giri/min.
Grazie se vorrete guardarlo e suggerirmi cosa vi piacerebbe vedermi fare in video :)






lunedì 20 ottobre 2014

Argento riciclato: dal cucchiaino all'orecchino

Ricordate quando scrivevo spesso di materiali riciclati, e vi torturavo con le mie pratiche green? Una delle cose che ho sempre cercato nei miei lavori con materiali riciclati, e ho sempre ammirato in quelli degli altri, era il fatto che non si percepisse quasi più l'oggetto di partenza, la sua forma e soprattutto la sua funzione precedente. Quando uso un materiale di recupero vorrei che diventasse altro, che si vedesse esclusivamente ciò che è diventato. Quando ho cominciato a lavorare di più l'argento mi sono chiesta come fare a recuperare quello che avevo in casa, frutto di regali soprattutto, e dopo vari tentennamenti ho deciso semplicemente di provare. Ho iniziato dalle cose più piccole che avevo in giro, alcune bomboniere e delle posate, nella fattispecie cucchiaini. Le posate non sono per niente facili da lavorare perché in argento .800, ma con tanta pazienza e un bel po' di lavoro il cucchiaino diventa una piatta superficie da cui ricavare piccoli gioielli. Cercando di sprecare meno materiale possibile (ma poi si riutilizza anche quello per piccole fusioni) cerco forme semplici ma non banali.

Orecchini in argento 800 di recupero, argento 925, labradorite e pietra di luna

E mi piace anche che si vedano i segni del martello, evidenziati dall'ossido formatosi saldando il gancio in argento .925. In questi orecchini ho aggiunto soltanto due pietre che amo, la labradorite e la pietra di luna. Rondelle dalle dimensioni diverse e dai riflessi cangianti, fissate alla base con due chiodini in argento fatti a mano, quasi invisibili sul retro.

Argento di recupero, orecchini da posateria

Ecco, dal cucchiaino all'orecchino, con tanti passaggi e tanto lavoro, ma per me non c'è soddisfazione più grande che poter utilizzare ancora dei materiali, specie se preziosi, creando qualcosa di diverso e unico.

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Argento .800, argento 925, labradorite, pietra di luna



venerdì 17 ottobre 2014

Libri, le bibbie del metallo

Ho sempre amato i libri e sono sempre stata una secchiona. Da qualche tempo le mie letture sono sempre più tecniche e sempre meno d'evasione. Lo studio è parte integrante e fondamentale del lavoro che faccio, ancora di più da quando mi dedico ad insegnare quello che so fare. Essere preparata a rispondere alle vostre domande, a spiegare nel migliore dei modi dei concetti non semplicissimi è uno dei compiti che mi sono prefissa quando ho iniziato a proporre i miei workshop. Studio da tante fonti e cerco di farlo sempre costantemente, soprattutto quando comincio a sentire l'esigenza di qualcosa di più, di riuscire ad andare un po' oltre quello che faccio. Succede periodicamente che ti senti ad un punto morto, che vorresti stimoli nuovi e ultimamente questa esigenza si è fatta sempre più pressante. Così, dopo avere spulciato di tutto online, avere letto mille pareri e aver focalizzato alcune tecniche, ho stilato un mio personale elenco delle bibbie del metallo e della sua lavorazione, con particolare riguardo alla gioielleria ma non soltanto. Molti testi li ho reperiti online, ma niente sostituisce un libro vero da sfogliare e tenere sul tavolo. Le bibbie si devono avere in carta!

Libri sulla lavorazione del metallo e tecniche di gioielleria

E allora si parte a collezionare i primi titoli, mi fa piacere condividerli con voi perché possono essere utili a chi vuole approfondire questi temi in modo serio. Sono testi in lingua inglese non tradotti in italiano.

- Oppi Untracht, Jewelry concepts and technology, Hale Books
- Heikki Seppä, Form emphasis for metalsmiths, The Kent State University Press
- Matthew Runfola, Patina, Interweave

Tutti acquistati tramite BookDepository, ottimi prezzi e spedizione gratuita con Air mail.

Ieri sera sfogliavo il testo di Seppä e mi hanno colpito le parole con cui si apre, che parlano dell'importanza dei buoni maestri e dell'ascolto:
"Young ideas are the most fragile of things. If there is no room for the roots, if there is no acceptance, they will die. This book is dedicated to those who recognize an idea in spite of the embryonic presentation of it"
[Le idee giovani sono la più fragile delle cose. Se non c'è spazio per le radici, se non c'è accettazione, moriranno. Questo libro è dedicato a coloro che sanno riconoscere un'idea a dispetto della sua  presentazione appena abbozzata]




lunedì 13 ottobre 2014

Semplici forme per un anello

Oscillo sempre fra complessità e semplicità. E ogni mio sforzo, quando mi imbarco nella realizzazione di qualcosa di complesso, è volto a semplificare, a togliere. Mi capita soprattutto quando sto cercando di realizzare cose nuove: immagino cose molto articolate e poi inevitabilmente mi viene voglia di fare le cose più semplici del mondo. Tornare alle origini, ad esempio, a quando la lastra di metallo non sapevo nemmeno come fosse fatta, e il mio unico orizzonte era il filo metallico, soprattutto rame. Però non posso barare con me stessa. Adesso so fare molte più cose di allora e quindi il filo posso fonderlo e posso saldarlo, posso mettere insieme materiali diversi, posso realizzare qualcosa di semplice che, proprio per le sue linee, non ha molto di originale, ma mi piace per la pulizia delle forme.

Anello in argento e rame realizzato a mano

Un anello realizzato con fili di grosso spessore. Il gambo è in argento .925 mentre l'anello vuoto sul fronte è in rame. Entrambi i fili sono stati squadrati a mano e poi saldati.
Unico decoro due piccole fusioni, una in argento e una in rame. In questi casi il metallo è sempre di recupero, cerco di conservare ogni piccolo e piccolissimo ritaglio e quando riesco ad utilizzarli è sempre una soddisfazione. Ma in questo caso anche il resto dei metalli utilizzati erano scarti: il filo con cui ho creato il gambo era un pezzetto rimasto dalla realizzazione di un altro anello, mentre il cerchio in rame era un pezzo di prova. La mia scatola degli scarti è sempre una fonte inesauribile di materiale con cui lavorare.

Anello con gambo in argento .925 e fronte in rame

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Rame, argento .925




sabato 11 ottobre 2014

Scaldacollo, che fine ha fatto?

In principio era la sciarpa, una lunga striscia lavorata ai ferri, la classica cosa che si consigliava ai principianti del lavoro a maglia. Poi venne l'era dello scaldacollo, che permetteva di realizzare piccoli oggetti fatti a maglia, magari coi ferri circolari, col vantaggio di usare pochissimo filato, risparmiando tempo e potendosi permettere magari un filato più prezioso. Adesso invece è decisamente il momento dello scialle: ha qualcosa di antico ma allo stesso tempo è stato reso moderno da lavorazioni interessanti come i ferri accorciati (short rows), è stato declinato in mille varianti diverse e ormai è utilizzato proprio come se fosse una sciarpa, ma può essere drappeggiato sulle spalle e indossato in diversi modi.

Io e l'inverno, scaldacollo e foto di Natascia Sartini

Ma quindi che fine ha fatto lo scaldacollo? Non è sparito, rimane sempre un accessorio pratico e semplice da realizzare, perfetto per chi sta imparando ad usare ferri circolari e metodo continentale. Diciamo che si è ampliato in anelli di dimensioni un po' più grandi, le cosiddette infinity scarf, da poter girare due o più volte intorno al collo, oppure si è allargato un po' per essere indossato come piccola cappa oppure come copricapo.
Questo mese su Crowdknitting (bisogna registrarsi) c'è il bellissimo scaldacollo Io e l'inverno, di Natascia Sartini, scaricabile gratuitamente in italiano e in inglese per tutto ottobre. Un anello ampio da indossare anche in due giri, che presenta un bel punto a onde che rende non solo il capo ma anche la lavorazione più interessante. Non vi dico che, da scaricare gratuitamente per tutto il mese, c'è anche un bellissimo scialle sempre di Natascia, con un motivo a foglioline deliziose sul bordo... ve l'ho detto?? :)

Molti altri modelli di scaldacollo da fare ai ferri potrete trovarli nella mia pagina con gli schemi a maglia gratuiti in italiano che ho appena aggiornato con qualche nuovo modello.
Happy knitting!


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