lunedì 20 maggio 2013

Il metallo e le pietre: una collana

Amo il metallo, e lavorarlo mi regala una soddisfazione che nessuna altra tecnica o materiale mi dà. Nel corso del tempo mi sono mossa sempre di più verso l'uso del metallo, alla scoperta delle sue forme, delle sue caratteristiche, allontanandomi sempre di più dall'uso di altri materiali, come il vetro ad esempio. Eppure le pietre mi affascinano sempre, la loro luce, i loro riflessi e colori continuano ad attrarmi. Perciò continuo ad usarle, sicuramente meno di quanto chi acquista vorrebbe, ma sono un tocco di colore e di luce a volte proprio irrinunciabile.
Ormai da qualche mese avevo realizzato degli elementi in rame, che mi soddisfacevano moltissimo, ma che volevo montare non utilizzando la catena, che secondo me ne avrebbe sminuito la forza. E così mi sono affidata alle pietre, belle e piccole rondelle di labradorite sfaccettata dai metallici riflessi blu.

Collana in labradorite e rame

Delicate quel tanto che basta per esaltare gli elementi concatenati, i loro bordi irregolari, la texture dalle venature simili al legno, appena accennata.

Gioielli in rame: collana con labradorite

Non è solo la costruzione, l'equilibrio dei vari elementi che compongono la collana che mi soddisfa, ma anche il fatto che possa essere indossata in vari modi perchè ogni anello in rame è utilizzabile come chiusura. Magari su Facebook vi posterò qualche altra foto, intanto eccola qui.

Collana in rame e labradorite, chiusura

venerdì 17 maggio 2013

June Schwarcz: smalto, metallo, sperimentazione, libertà

Ci sono mattine in cui mi metto al pc col mio caffè davanti, con l'idea di leggere le mail e rispondere, e magari cercare qualcosa che mi serve, studiare. E invece inaspettatamente davanti mi si apre un mondo, a me sconosciuto ma così sorprendente e interessante da distogliere la mia attenzione da ogni altra cosa.

Immagine da Craftcouncil. Vessel, June Schwarcz

E ieri mattina Pinterest mi ha regalato questa meraviglia, fatta di metallo, smalti, texture, tagli e cuciture. Impensabili spessori minimi di rame che vengono piegati, stropicciati, tagliuzzati, assemblati a partire da modelli in carta, e pazientemente cuciti insieme con ago e filo di rame sottilissimo. Poi, come una magia, quella fragilissima opera nata dalle mani di questa anziana e meravigliosa signora, prende forza e consistenza grazie ad un processo che si chiama elettroplaccatura. E infine il colore, lo smalto, mezzo espressivo nel quale June Schwarcz è considerata una pioniera, tesoro vivente della California.
Gli oggetti sono per lo più contenitori, quelli che noi chiameremmo vasi o coppe, vessels, non in quanto contenitori o oggetti d'uso, ma per la loro forma. Sono incantata dalla creatività e dal genio di questa donna, ci sono delle parole chiave nelle sue interviste, si leggono lo studio, i tentativi, la mancanza di paura nel provare tecniche e applicarle come mai nessuno aveva fatto prima. I suoi lavori hanno una forza espressiva e una potenza, qualcosa di primitivo che colpisce.
Metallo, tecniche utilizzate in modo innovativo, arte pura.



Intervista e molti pezzi bellissimi spiegati da lei stessa, negli archivi dello Smithsonian.

mercoledì 15 maggio 2013

Attrezzi fai da te: sanding sticks o cabroni smeriglio

Solita domanda: ma quanto è bello che in inglese i nomi degli attrezzi siano così comprensibili? Stamattina mi accingevo a scrivere questo post cercando una valida traduzione in italiano per sanding sticks (stecche/bastoncini abrasivi??) ed ecco che dopo varie ricerche finalmente trovo il corrispettivo tecnico: "cabrone smeriglio". Yes!
Di cosa si tratta? di un'assicella o listello di legno che può avere diverse forme (a sezione tonda, rettangolare, quadrata ecc.), ricoperta di carta abrasiva. Chiunque abbia utilizzato la carta abrasiva solo strappandone o tagliandone un pezzetto sa quanto sia difficile utilizzarla efficacemente in quel modo, semplicemente tenendola in mano, specie se si vogliono ottenere delle superfici perfettamente lisce, o si lavora per ottenere dei profili ben precisi. Un supporto aiuta tantissimo a regolare la forza usata.

Attrezzi fai da te: sanding sticks

Realizzare da se' una di queste assicelle (eeehmmmm sorry, cabroni!) è veramente semplice, e solo per grande pigrizia non l'avevo ancora fatto. Ma ieri per tutto il giorno mi sono dedicata a mettere a posto i miei attrezzi, fare ordine, levigare le superfici dei martelli che presentavano segni di usura (come vi spiegavo in questo post), fare il dressing a quelli nuovi, e finalmente ho tagliato il mio listello di faggio che giaceva abbandonato da più di un mese in un angolo e adesso i miei sanding sticks sono pronti, anzi li ho già usati e vi dirò che è tutto un altro smerigliare! :)

L'occorrente per realizzare uno di questi indispensabili attrezzi fai da te è minimo:
- un listello di legno da tagliare in pezzi di circa 20 cm.
- carta abrasiva di varie grane che avrete di sicuro già a portata di mano
- un rotolo di nastro adesivo di carta
- un pennarello

Sanding sticks, cabroni smeriglio fai da te

Dopo aver tagliato il listello in vari pezzi da circa 20 cm., ho carteggiato i tagli per evitare di farmi male maneggiandoli. Ho tagliato un pezzo di carta abrasiva rettangolare lunga circa 7/8 cm. meno dell'assicella di legno e l'ho fissata col nastro adesivo di carta. Sul bordo ho scritto la grana della carta per averla sempre sott'occhio mentre lavoro. Nulla di più semplice. Man mano che la carta abrasiva si consumerà basterà strappare via la parte consumata e proseguire fino a che il foglio non sarà tutto usurato. A quel punto basterà sostituirlo con uno nuovo.
Buon lavoro! 

Vi potrebbero interessare tutti i post dedicati alla lavorazione del metallo:
Metallo

lunedì 13 maggio 2013

La metafora del mare

{Beads and Tricks & FossalonArt}

A raccontarvi la storia di questi orecchini sarebbe una storia fatta di casualità, di piccole cose che si incastrano perfettamente. Potrei dirvi di come una base troppo grande è diventata quello che vedete: una metafora del mare. Per una volta un oggetto non pensato fin dall'inizio, che non nasce da un disegno o da un'idea precisa, ma è stato "costruito" passo dopo passo partendo da quello che a me sembrava un errore, passando da un'intuizione ad un'altra, aggiungendo ad ogni passaggio un elemento. Quando io e Alberto lavoriamo così è sempre una sorpresa quello che ci si materializza davanti una volta finito.


Un piccolo oblò blu, con vista su un mosaico di frammenti, che si poggia sulla base di sabbia. Il colore per una volta non mi ha fatta penare, il blu è perfetto tanto da sembrare smalto, proprio come lo volevo, e il colore chiaro della sabbia lo esalta.


Evoluzioni dal punto di vista tecnico e ragionamenti infiniti sui limiti dei materiali e delle possibilità da esplorare. Ci stiamo muovendo così, cercando di trovare una strada per esprimere le potenzialità di questi elementi quando si trovano uno accanto all'altro. A volte non è semplice, mentre altre volte non smetteresti di guardare il frutto delle tue fatiche e allora, forse, potresti aver imboccato la strada giusta.

***********

Per chi non avesse letto della collaborazione fra me e Alberto:
Beads and Tricks & FossalonArt

E per chi fosse interessato ad avere più informazioni:
alessias@email.it
fossalonart@gmail.com



venerdì 10 maggio 2013

Paper Leaf a Monza

Che ve lo dico a fare? Anche oggi nella verde landa di Brianza (verde mica per niente...) piove.
Forse pioverà anche domani, ma io domani mattina ho un appuntamento speciale con una designer speciale, che da Roma sarà a pochi chilometri da me. Posso perdermela??


Paper Leaf, Elisa D'Anna, sarà a Monza presso Villa Mirabello (all'interno del Parco di Monza), con una piccola collezione dei suoi cartagioielli ispirata alla mostra che è in corso nel parco, Dinosauri in carne e ossa.  
Mesozoica Collection, una sfida realizzare gioielli ispirati ai dinosauri, per di più realizzati in carta come tutti i gioielli di Paper Leaf.
Ogni tanto capitano queste occasioni da cogliere al volo, per conoscere finalmente persone che ammiri e segui da tempo e che per qualche caso capitano alla fine a sfiorarci... Non vedo l'ora di ammirare le creature di Elisa dal vivo, la spilla che vedete nella locandina qui sopra secondo me è incredibile, ma voi sapete già della mia immensa passione per le spirali!
Che ne dite di fare un giro al Parco di Monza domani mattina? 

La pagina dell'evento su Facebook, partecipate!
https://www.facebook.com/events/588767654476125/

mercoledì 8 maggio 2013

Un anello in rame e argento

In ritardo coi miei soliti tempi "precisini" scrivo oggi, per presentarvi un altro oggetto nato un po' dal caso, e dalla voglia di non buttare nulla di ciò che resta sul mio tavolo dopo aver finito altri progetti. In questo caso a nascere da caso è la base per questo anello, un bel pezzo di filo già con la sua texture, rimasto alla fine di uno dei miei corsi. Il filo spesso è un'ottima base, che si può lavorare in diversi modi, e su questa ho giocato, abbinando una texture a righine con una parte liscia forgiata a sezione rettangolare, e torcendo il filo con quel ricciolo finale.


Poi mi ha aiutato l'argento 800 a dare luce al rame. Ho sovrapposto due tondini imbutiti e li ho fusi. Adoro la casualità del risultato quando l'argento si fonde ai bordi, le forme sono sempre diverse e del tutto imprevedibili, e la patina si insinua nelle pieghe del metallo creando i chiaroscuri che tanto amo.


In effetti questo anello è proprio una bella sintesi di tecniche e risultati che mi piacciono: le due diverse texture sul rame, l'argento, la sua parziale fusione, l'aspetto un po' rude e un po' delicato...


****************
Parlando di texture sul metallo, abbiamo in programma un'altra giornata intensa di workshop questa domenica, 12 maggio.
Per chi fosse interessato farò il corso base sulla lavorazione del metallo e un altro sulle texture e le rifiniture, sia a mano che con il Dremel (o simili).
Trovate le informazioni nella mia pagina dedicata agli eventi in corso
Mercatini e Appuntamenti
Scrivetemi se volete essere inseriti nella mailing list o vi serve qualche informazione!! :)

lunedì 29 aprile 2013

Una collana in rame

Di certo devo decidermi a cambiare strategia quando creo i miei gioielli*. Se non altro perchè affidarsi al caso non permette di fare un lavoro costante e di seguire un filo conduttore. Ma ormai sapete bene che questa è una delle mie caratteristiche, e dei miei tarli.
Però a volte (spesso, in effetti) il caso crea delle belle occasioni. Come in questo pendente che, se devo dirvela tutta, non è altro che una prova fatta per un altro oggetto, un tentativo di capire il giusto spessore di lastra di rame da usare per ottenere queste pieghe alte a foldforming. Ricuoci qui e ricuoci lì viene fuori questo rettangolo un po' stretto ad una estremità, con una patina bellissima già così, solo ottenuta con la fiamma. Buttarlo via?? No, certo.

Pendente in rame e patina blu, foldforming

Montarlo è stato una semplice conseguenza: questa idea di una cascata di onde sul rame si adagia benissimo su una base con patina blu. E la patina mi ha fatta penare non poco, tanto che il lato del pendente che avevo immaginato e realizzato come "davanti" è diventato di sua volontà il retro. Un paio di rivetti ed eccolo.


Sarebbe stato bene anche montato col cuoio, ma invece (complichiamoci la vita, sisi...) ho creato una catena completamente fatta a mano e, nella parte centrale che sostiene il pendente, ho provato a creare delle pieghe anche sul filo, un po' di foldforming insolito. 

* in corsivo, perchè io (sì, è proprio vero) ho ancora delle remore e dei dubbi a chiamare così i miei oggetti. A volte ci scherzo su e allora il corsivo...

mercoledì 24 aprile 2013

Maglia in italiano: nuovi schemi

E' un po' che non aggiorno la pagina degli schemi a maglia gratuti in italiano e ogni volta è sempre più un piacere scoprire che se ne aggiungono di nuovi e interessanti, alcune traduzioni ma molti originali, grazie alle nostre bravissime designer che ormai avete imparato a conoscere.
Le ultime aggiunte in ordine di tempo sono un bellissimo paio di calzini, Stracciatella, opera del nostro orso preferito, A knitting Bear Annalisa Dione:


Un elegantissimo vestito, opera di Artherapy Valentina Cosciani, Raviolo:

Foto di Artherapy

Un maglione semplice e versatile, di quelli che non ci si stanca mai di indossare,
 On the beach di Isabelle Kramer, nella traduzione di Natascia Sartini:

 Foto © grasflecken 2012 

Questi modelli gratuiti in italiano e moltissimi altri li trovate nell'elenco(ne) che si fa sempre più corposo e interessante:
Schemi a maglia gratuiti in italiano

lunedì 22 aprile 2013

Incisione sul rame: Dandelion

Sicuramente una delle cose che mi piace di più del lavorare il metallo è vederlo cambiare, assumere di volta in volta una nuova forma, un colore inaspettato, una texture che renda interessante la sua superficie. Tra i tanti modi per modificare la superficie del metallo perchè racconti qualcosa, ultimamente continuo a utilizzare molto l'incisione ad acido (etching). E continuo a pensare a cosa mi perdo a non sapere disegnare... Ma per fortuna si può un po' "barare" sul disegno, e ottenere degli ottimi risultati lo stesso.

Orecchini in rame incisi ad acido

La base in rame è stata incisa con un motivo che mi piace moltissimo, il dandelion, o soffione. Ho montato gli orecchini aggiungendo due piccoli particolari in argento 925.

Orecchini in rame e argento incisi ad acido

Mi piacerebbe sperimentare di più con le patine sulle incisioni ad acido, qui ho utilizzato la solita patina anticata, ma presto spero di potervi mostrare altri esperimenti e altri colori!


lunedì 15 aprile 2013

Labradorite, rame e un castone

Un castone sui generis, come sono i miei castoni. L'anno scorso avevo trovato delle belle labradoriti in fiera a Milano e le avevo incastonate in questo modo un po' grezzo, semplice, ma che mette in risalto la bellezza della pietra non entrando in competizione con la sua luce e i suoi riflessi.
Il castone è un pezzo unico, e il rame avvolge la pietra in modo discreto. Anche questo nuovo pendente, fatto sulla scia di quelli precedenti, è concepito allo stesso modo, ma ogni pezzo è diverso perchè in primo luogo è diversa la forma della pietra.

Pendente in rame e labradorite incastonata

Oltre che giocare con la forma, qui ho giocato anche col retro del castone. Ho traforato la lastra seguendo la forma della pietra, perchè la sua luce e i suoi riflessi erano talmente belli che era un peccato coprirli.

Castone labradorite e rame, retro

Per finirlo, soltanto una semplicissima catenina rolò e una chiusura fatta a mano, a cui ho aggiunto una piccola rondella di labradorite. Questa pietra davvero non smette di affascinarmi...

Pendente labradorite e rame, chiusura


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