lunedì 14 aprile 2014

Foldforming e un pizzico d'argento

Nel realizzare queste nuove cose a foldforming, che mi piacciono tantissimo e mi dà grande soddisfazione fare, il problema alla fine è sempre lo stesso: finché questi pezzi non hanno una loro collocazione, finché non diventano oggetti indossabili, non sono niente. Come renderli indossabili e diversi gli uni dagli altri è sempre la sfida, come vi dico spesso. Altri pezzi simili li ho montati in modo più "moderno" e lineare, qui invece ho voluto utilizzare degli schemi un po' più classici, pensando a chi ama soluzioni meno appariscenti e più discrete.

Orecchini foldforming in rame e argento 925

Con una semplice goccia realizzata in filo d'argento .925 ho creato un aggancio per il pezzo in rame. Volevo comunque una soluzione solida e dall'aspetto molto rifinito e quindi ho saldato la goccia sul retro con un piccolo espediente tecnico. Anche perché altrimenti il peso del pezzo in rame avrebbe sbilanciato l'orecchino una volta indossato.

Orecchini in rame e argento 925, lavorati a foldforming

E poi ho dovuto soltanto aggiungere dei semplici ganci sempre in argento .925 e sempre fatti a mano.
Certe volte mi accorgo di scegliere una strada piuttosto che un'altra anche solo per provare a fare qualcosa di tecnicamente ancora "fuori" dalla mia portata, per scoprire se riesco. Aggiungo qualcosa al mio bagaglio di conoscenze, ogni piccolo passo è una nuova soluzione per la prossima volta.

Aggancio in argento .925 degli orecchini in rame lavorato a foldforming

O_109
Rame e argento .925




giovedì 10 aprile 2014

Riviste per creare gioielli

Qualche tempo fa (molto a dire il vero!) avevo scritto un post sulle riviste digitali. Sembra passato un secolo e invece sono solo un paio di anni, ma ormai chi non ha un tablet o uno smartphone? Persino io sono passata dal mio telefono cellulare antidiluviano, che telefonava e basta :),  ad uno smartphone che mi permette di lavorare ovunque mi trovi, rispondere alle vostre mail, gestire il blog e la pagina Facebook anche senza un computer.
Oggi però non volevo parlare genericamente delle riviste digitali, ma delle riviste dedicate alla creazione di gioielli, non solo "oreficeria" come diremmo in italiano, ma più in generale al mondo dei vari metalli e delle più svariate tecniche con cui è possibile realizzare un gioiello. Mi viene chiesto spesso, soprattutto durante i workshops, a quali risorse ci si possa rivolgere per imparare qualche nuova tecnica, per ispirarsi e per informarsi su strumenti e materiali. E la mia risposta è purtroppo come al solito la stessa anche dopo diversi anni: in italiano non esiste nulla di lontanamente paragonabile alle riviste americane del settore, che pur mantenendo spesso una semplicità di spiegazioni ed una accessibilità massima da parte anche di principianti, propongono tematiche e progetti che sono quasi sempre di alto livello. Il motivo principale, dal mio personale punto di vista, è l'avvalersi di noti professionisti, educatori e orafi, divulgatori ed esperti. In Italia il panorama desolante dell'editoria di questo settore, come della maggior parte dell'editoria che riguarda la creatività, è dovuta a due fattori (sempre secondo la mia opinione): il limite dell'approccio "hobbystico",  per cui mentre negli Stati Uniti le riviste mirano a professionisti o ad aspiranti professionisti, da noi ci si rivolge a principianti o quasi, hobbysti appunto, con un approccio semplicistico molto limitante per chi abbia già delle conoscenze nel settore. E secondo fattore (e ancor più importante), in Italia ci si avvale quasi esclusivamente di blogger e di creativi il cui lavoro non viene retribuito, o viene retribuito - secondo chi pubblica queste riviste - con la fantomatica (e a buon mercato) "visibilità".

Le riviste che vi consiglio sono due, e sono entrambe molto valide. Hanno anche un supporto internet (sito e blog), progetti esclusivi da scaricare per chi è abbonato, ma anche la possibilità (per Art Jewelry Magazine) semplicemente di creare un account sul sito e avere accesso a progetti e materiali di studio abbastanza interessanti. Non esiste solo la possibilità di abbonarsi, ma anche quella di acquistare un singolo numero, anche per farsi un'idea della qualità dei progetti e degli articoli. So che purtroppo per molti la lingua è un ostacolo, ma vale davvero la pena di provare a imparare i termini tecnici e seguire gli step by step proposti.

Art Jewelry Magazine

Copertina Art Jewelry Magazine


Jewelry Artist Lapidary Journal
Copertina Lapidary Journal




lunedì 7 aprile 2014

Una collana di baccelli

Forgiare non significa solo dar forma. Forgiare il metallo è una sensazione unica, ne cambia la forma e la dimensione e, se sai dove colpire e come, tutto avviene velocemente, quasi senza sforzi. Sembra che il metallo sappia da sé cosa fare, si muove naturalmente verso i punti di minor resistenza, fa come l'acqua che riempie dove trova spazio. So che è fisica, ma a volte sembra magia.

Collana forgiata in rame, con perle coltivate

Lo spiculum è una di queste forme che prende vita quasi da sola, perfetta per trattenere qualcosa di prezioso al suo interno, come un baccello trattiene i semi e trattiene la vita. Ne ho fatti alcuni, in un momento "no", uno di quelli in cui fai cose senza uno scopo preciso. Su parte della lamina ho impresso una texture ruvida.

Pendente in rame e perle coltivate forgiato a mano

Poi li ho messi insieme, questi lunghi baccelli di rame, con quelle aperture irregolari, che anche vuoti guardandoli hai la sensazione che all'interno nascondano qualcosa. E quindi, perché non mettere davvero all'interno qualcosa, un tocco di luce, incastonare delle perle dalle forme imperfette (le mie preferite) in modo che la lamina di rame ne seguisse i contorni?

Collana con pendente in rame forgiato a mano e perle

Una collana sicuramente particolare. Rame e perle coltivate, una forma che sembra del tutto naturale ma che non è rassicurante e familiare come altre. Adesso la forgiatura deve andare oltre e portarmi ad altro.

C_023
Collana con pendente in rame e perle coltivate


mercoledì 2 aprile 2014

Foldforming: il workshop

Sono passati tre giorni dal workshop di domenica, la mia prima full immersion nel mondo del foldforming, quello che ho chiamato Foldforming day #1. Non pensavo di scrivere qualcosa eppure, adesso che le emozioni e i "pezzi" di quella giornata stanno trovando il loro posto, mi sento di doverlo fare. Innanzi tutto per ringraziare le persone fantastiche che l'hanno animata, venute anche da molto lontano, e poi anche per me stessa.
Vi ho sempre detto che imparo molto, moltissimo, da questi incontri. E' semplicemente vero. Imparo ad essere più umile, imparo ad ascoltare, imparo a dare. Imparo cose nuove, me ne avete insegnate tantissime in questo anno che è appena trascorso. E' sempre uno scambio e questa è la cosa più importante, e anche la più bella. Perchè l'insospettabile valore aggiunto di questo lavoro è la carica umana, i rapporti che si creano, lo scoprire in molti (non in tutti certo, ma in moltissimi) la voglia di dare tanto quanto di ricevere, di mettersi in gioco, di scoprire. Intorno a quel tavolo - e grazie di cuore Alberto per avermi aperto quello spazio in cui i workshop vivono - torniamo tutti un po' bambini, tiriamo fuori il lato istintivo di noi, ci mettiamo in relazione tutti sullo stesso piano, seppure tutti diversi. Età diverse, provenienze diverse, esperienze diverse. Eppure tutti a "giocare" insieme, pronti ad aiutarsi, a suggerire una soluzione all'altro, a farsi un complimento, ad incoraggiarsi a vicenda.
Io dal mio angolo a volte mi sorprendo ad osservarvi, mentre vi scambiate le mail, o sul cellulare guardate i vostri blog, o vi sorridete complici, o sbirciate sul blocchetto accanto per dirvi "Brava! è bellissimo!", e mi sento orgogliosa e felice di poter essere parte di questa esperienza.

Workshop sul foldforming

Domenica attorno a quel tavolo c'erano tanti accenti diversi, il Piemonte, il Veneto, il Lazio, la Lombardia. Un'altra cosa di cui essere immensamente grata: la fiducia che mi dimostrate arrivando da così lontano per lavorare insieme a me. E nella foto potete vedere l'impegno che ognuna ha messo nel lavoro, sono venuti fuori pezzi bellissimi, che purtroppo non ho fotografato tutti. Rueger fold e chasing on air ormai non hanno più segreti, e la cosa più bella e la mia più grande soddisfazione? le foto che sono arrivate lunedì e martedì, perché sull'onda dell'entusiasmo per i risultati ottenuti al workshop si arriva a casa e ci si mette a martellare come pazze!

La bellissima spirale concentrica realizzata da Francesca - La Cadrega Fenice dopo il workshop

Le barchette a foldforming realizzate da Michela 

Cosa posso dire se non grazie? Ho sempre sperato che questa mia esperienza servisse ad aiutare chi si avvicina a questo mondo, a questo lavoro, a tirare fuori le proprie idee, a costruire un percorso, e a seguire la propria strada. E' davvero un grande orgoglio vedere cosa realizzate dopo aver lavorato con me, vedere che tutti i pezzi sul tavolo sono diversi come siete diverse voi, ognuno bello come voi siete belle.
Per il prossimo Foldforming day vi aspetto a maggio!

*****************

Vi ricordo l'indirizzo per iscrivervi alla mailing list:
beadsandtricks.ws@gmail.com

E il gruppo su Facebook se siete già iscritti alla mailing list:
https://www.facebook.com/groups/167252186813051/




lunedì 31 marzo 2014

Argento e similoro: un anello a fascia

Da un po' di tempo lavorare sugli anelli è diventata una delle cose che preferisco. Proprio come realizzare le spille, creare un anello è rilassante e meno impegnativo che creare un paio di orecchini, e spesso mi ritrovo a sperimentare cose nuove, materiali nuovi, con un anello.
Come vi avevo raccontato qualche post fa, ho iniziato ad utilizzare l'ottone similoro, sono riuscita a trovare una lastrina di spessore consistente che mi ha permesso di provare a realizzare un anello.

Anello in ottone similoro e argento 925

Su una fascia dai bordi irregolari, leggermente martellata perché risaltasse la patina, ho aggiunto un pezzo di argento .925 fuso. Dopo averlo saldato e ripulito ho cominciato ad osservarlo e la casualità della fusione anche qui ha creato qualcosa di unico.

Anello a fascia regolabile in ottone similoro e argento .925

Il colore caldo del metallo di base fa un bellissimo effetto insieme all'argento. La fascia in questo caso è regolabile su diverse misure. Sto già pensando ad anelli dalle linee più pulite che abbinino ancora similoro e argento, sembrano nati per stare insieme!

A_023
Anello in ottone similoro e argento .925



giovedì 27 marzo 2014

Attrezzi: pinze per forare (con mini tutorial)

Ogni tanto vi parlo degli attrezzi che ritengo utili per la lavorazione del metallo, e come sapete io preferisco sempre dare delle alternative economiche e fai da te dove è possibile, per creare da soli o modificare gli attrezzi da utilizzare. Ma ci sono delle piccole cose utilissime, che velocizzano operazioni noiose e ci permettono di lavorare meglio. Le classiche cose che dopo averle provate dici: "Ma come ho fatto a vivere senza??"
Forare la lamina metallica è una di queste operazioni: per farla bene occorre avere un multiutensile elettrico come il Dremel, oppure un trapano montato a colonna, oppure ancora possiamo farlo con un chiodino o un punteruolo, laddove non ci interessi la precisione del diametro del foro. In entrambi i casi creeremo delle sbavature sulla lamina (minori con il trapano, maggiori con punteruolo/chiodino) che andranno ripulite.

Pinza per forare la lamina di metallo (punch plier)

Con l'ultimo ordine fatto dal mio fornitore preferito di attrezzature (Palmer Metals) ho ordinato due paia di pinze che pensavo da tempo di acquistare: si chiamano punch pliers - pinze per forare, e servono per praticare dei fori precisi nella lamina metallica, in modo molto facile e veloce. Forano la lamina fino a 1 mm. di spessore (18 gauge) di metalli morbidi come rame, ottone, alluminio, argento secondo il produttore, io le ho provate sulla lamina di rame fino a 0,8 mm di spessore e funzionano egregiamente.

Fori su lamina di rame eseguiti con punch plier

Ma, come potrete vedere chiaramente dalla foto, hanno un solo piccolo difetto: quando si fora (soprattutto le lamine più pesanti) lasciano un piccolo segno all'esterno del foro. Per evitare questo inconveniente vi faccio vedere come fare: 

Come evitare i segni lasciati dalla punch plier tutorial
Ritagliate un pezzetto di cartoncino e praticate un foro con la pinza, non sfilate il cartoncino ma lasciatelo in posizione. Posizionate la pinza sulla lamina metallica lì dove dovete forare e praticate il foro. A questo punto sfilate la pinza e vedrete che il segno sarà rimasto solo sul cartoncino e non sul metallo. 
Queste pinze sono davvero utilissime soprattutto per fare i rivetti e nella misura più piccola anche per i fori da praticare sugli orecchini. I diametri disponibili sono 1,25 mm./1,50 mm./1,80 mm. Esistono anche di forma ovale e quadrata che, come avrete intuito, saranno i miei prossimi acquisti! :) 




martedì 25 marzo 2014

Un bracciale: rame forgiato e labradorite

Da un'idea ne nasce un'altra, succede, un po' per caso, un po' perché ti ci arrovelli su cercando una soluzione che ti soddisfi, oppure cercando di realizzare un  oggetto che manca nella tua "produzione" da un po' di tempo. Ormai diversi mesi fa avevo realizzato dei piccoli bracciali forgiati che non vi ho ancora mostrato, fatti più che altro come esercizio e soprattutto perché non realizzavo bracciali da tantissimo tempo. La resa mi era piaciuta molto. Però erano quel classico esempio di oggetto in cui senti che manca qualcosa, ma non sai cosa. E più pensi meno ti vengono idee su cosa possa completarlo e come.

Bracciale in rame forgiato a mano e labradorite

Poi, qualche giorno fa, nel tentativo di risolvere questa cosa ho accostato a quei braccialetti delle rondelle di labradorite, ed eccolo lì. Sì, ok, l'effetto era molto bello... ma come montarlo? Come inserire le pietre nel canale molto irregolare che ottengo dalla forgiatura? Non volevo snaturare quell'idea e quella lavorazione irregolare che mi piace molto, non volevo creare dei pezzi che ho già visto in giro (seppure l'idea di questo genere di bracciali sia ovviamente già vista), dove le pietre sono racchiuse all'interno del canale in metallo, proprio incastonate.

Bracciale forgiato in rame e labradorite

Dopo varie prove sono riuscita a capire come fermarle, pur lasciando al bracciale tutta la sua naturale irregolarità e il movimento che si ottiene grazie al lavoro del martello. E facendo le foto scopro che i bracciali più semplici di cui vi parlavo all'inizio, lavorati allo stesso modo e questo, vestito con le mie pietre preferite, insieme stanno davvero perfettamente!


BR_007
Bracciale forgiato a mano in rame e labradorite.



LinkWithin

Related Posts with Thumbnails